Glossario

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I tre cicli di formazione definiti a livello svizzero corrispondono per il Ticino a:

Cicli di studio   1°ciclo:   (primo anno facoltativo SI) / primo - quarto anno di scolarizzazione
        1 anno facoltativo / due anni obbligatori scuola dell’infanzia - prima e seconda elementare
         
    2°ciclo:   quinto - settimo anno di scolarizzazione
terza, quarta e quinta elementare
         
    3°ciclo:   ottavo - undicesimo anno di scolarizzazione
ciclo di osservazione + ciclo d’orientamento della scuola media
         

Competenza   Nella letteratura si trovano diverse definizioni di competenza. Tutte prevedono comunque la capacità di saper affrontare contesti complessi e possibilmente nuovi, utilizzando e/o apprendendo risorse cognitive e operative. Nel presente Piano di studio il termine «competenza» è inteso come un saper-agire responsabile e condiviso, che consiste nel saper mobilitare, integrare e trasferire delle risorse (conoscenze/saperi, capacità/saper-fare, atteggiamenti/saper-essere) in un contesto analogo a quello di apprendimento o diverso, significativo e complesso.

Competenze fondamentali-standard di formazione   Il Concordato HarmoS precisa all’art. 7 l’esistenza di competenze fondamentali (dette anche standard nazionali di formazione o competenze minime) che gli allievi devono acquisire in determinate Discipline (lingua di scolarizzazione, matematica e scienze naturali, lingue seconde) in determinati momenti della scolarità obbligatoria (fine del 4°, dell’8° e dell’11° anno di scuola) e che sono ritenute essenziali per la continuazione del percorso formativo.

Competenze trasversali   Sono Competenze trasversali gli elementi di base o metodologici necessari per l’acquisizione delle Discipline, che si arricchiscono a loro volta grazie alle attività (cognitive ma non solo) svolte nelle Discipline. Il termine “Competenze trasversali” fa riferimento ad un sapere agire fondato sulla mobilizzazione e sull’utilizzo efficace di un insieme di risorse mentali e operative che superano largamente le frontiere di ogni disciplina. Le Competenze trasversali permettono l’apprendimento e il consolidamento dei saperi disciplinari, così come il loro reinvestimento in situazioni concrete di vita.

Contesti di
Formazione
generale
  I contesti di Formazione generale permettono di rendere operative alcune intenzioni formative che non rientrano necessariamente o che rientrano solo parzialmente nelle Discipline scolastiche. Si tratta di introdurre gli allievi alla complessità del mondo, di aiutarli ad acquisire quegli strumenti intellettuali e pratici che permetteranno loro di muoversi, operare e comunicare in modo sano e democratico all’interno di un mondo complesso.

Dimensioni /
Aree disciplinari
  Oltre ai contesti di Formazione generale e alle Competenze trasversali, che fungono da collante fra e all’interno dei tre cicli in cui il Piano di studio è suddiviso, vi sono le Aree disciplinari e le singole Discipline.

Dimensioni
formative
  Le dimensioni formative comprendono: Competenze trasversali, Dimensioni disciplinari e contesti di Formazione generale. Sono le dimensioni fondamentali del Piano di studio che non devono essere considerate elementi a sé stanti bensì copresenti e in continua interazione.

Finalità   Sono il grado più generale delle intenzioni formative della scuola e ne definiscono la missione formativa a livello globale e generale.

Grado
scolastico
  Il grado scolastico indica i settori: scuola dell’infanzia (SI), scuole elementari (SE), scuola media (SM).

Obiettivo   È la formulazione dell’intenzione formativa; indica cosa si intende ottenere in termini di apprendimento dall’allievo. È quindi riferito a quanto si intende far raggiungere all’allievo e non corrisponde in questo contesto all’altro significato di uso corrente che indica nell’obiettivo l’intenzione di insegnamento del docente.

Piano di studio   Documento che indica di quali competenze (ed eventualmente quali risorse, cioè conoscenze, capacità, atteggiamenti, ecc.) un allievo dovrebbe poter disporre al termine delle principali scadenze formative previste. Rispetto ai “programmi” precedenti si passa quindi da indicazioni su “cosa insegnare” ad indicazioni su “cosa ottenere in termini di apprendimento”. Il Piano di studio è destinato ad orientare l’attività professionale dei docenti della scuola dell’obbligo per i quali costituisce il documento vincolante che illustra le finalità generali e specifiche alle quali mirare con gli allievi. Indirettamente è pure un documento informativo per i genitori e la società intera poiché esplicita le intenzioni formative della scuola.

Programma
di insegnamento
  Documento che indicava quali temi e argomenti andavano trattati in quali momenti del ciclo formativo.

Valutazione
degli allievi
  La valutazione dell’apprendimento ha principalmente due scopi:
1. fornire innanzitutto al docente informazioni riguardanti l’avanzamento degli apprendimenti degli allievi e, di conseguenza, fornire al docente indicazioni sull’adattamento dell’insegnamento da intraprendere. L’esplicitazione dello stato di avanzamento osservato costituisce la base per dei consigli di lavoro per gli allievi (valutazione formativa); 2. fornire informazioni all’allievo e alla famiglia sul grado di raggiungimento degli obiettivi di insegnamento/apprendimento previsti in momenti prefissati (valutazione sommativa - certificativa).

Valutazione delle
competenze
  La valutazione delle competenze differisce dalla sola verifica di conoscenze e/o capacità/ abilità. Valutare le competenze è un processo complesso in quanto esse si sviluppano e vanno valutate in situazione. Un allievo infatti è da ritenersi competente quando sa affrontare situazioni-problema in un contesto (possibilmente dotato di significato e adeguatamente complesso) analogo ma diverso da quello di apprendimento. È quindi necessario che sappia utilizzare in situazioni definite «complesse» le diverse conoscenze, capacità / abilità e atteggiamenti che ha appreso (a volte anche separatamente). Per giungere all’acquisizione di competenze è necessario mettere gli allievi di fronte a situazioni di integrazione nelle quali saperi e saper-fare sono da attivare / acquisire / consolidare in contemporanea: non sono semplici esercizi (che possono essere utili per attivare risorse parziali in fase di apprendimento), ma situazioni nelle quali gli apprendimenti sono messi in uso in contesti ritenuti adeguatamente complessi in riferimento alla competenza mirata.