La valutazione

Valutare per l’apprendimento

Il presente Piano di studio, elaborato attorno alla competenza come pietra angolare della proposta curricolare, implica un ripensamento anche delle modalità valutative, con particolare attenzione a due indirizzi strategici: il primo relativo allo scopo della valutazione, indirizzato verso una valutazione per l’apprendimento; il secondo relativo all’oggetto della valutazione, indirizzato verso un apprendimento in chiave di competenze.

Valutare per l’apprendimento

Nell’agire dell’insegnante si registra frequentemente una frattura tra momento formativo e momento valutativo: da un lato ci sono le lezioni, gli esercizi, le correzioni e le altre attività formative; dall’altro ci sono le prove e le interrogazioni; spesso il riconoscere queste ultime come momenti separati dal lavoro didattico è ritenuta una condizione per rafforzarne la presunta scientificità e affidabilità. Si tratta di una sorta di dissociazione, che porta a diminuire la valenza formativa del momento valutativo, ritenuto da molti l’opportunità più efficace per rivedere il proprio apprendimento e per migliorarlo, in prospettiva metacognitiva; la valutazione per l’apprendimento, e non solo dell’apprendimento, richiede di pensarla come “all’interno” del processo formativo, in continua e stretta interazione con esso.

Vi è una doppia logica del momento valutativo nella dinamica formativa: da un lato una logica di controllo, finalizzata ad accertare ed attestare determinati risultati formativi, dall’altro una logica di sviluppo, finalizzata a potenziare il processo formativo stesso e i suoi risultati. La logica di controllo, sintetizzabile nell’espressione “valutazione dell’apprendimento”, caratterizza la valutazione come dispositivo di accertamento della produttività dell’azione scolastica e di rendicontazione sociale dei suoi risultati; si fonda su una separazione più netta tra momento formativo e momento valutativo e tende a privilegiare interlocutori esterni all’esperienza scolastica, proprio in considerazione della sua rilevanza sociale. La logica di sviluppo, sintetizzabile nell’espressione “valutazione per l’apprendimento” caratterizza la valutazione come dispositivo di retroazione, utile a coinvolgere il soggetto nel momento valutativo e ad accrescere la consapevolezza della sua esperienza di apprendimento; si fonda su una integrazione ricorsiva tra momento formativo e momento valutativo e tende a privilegiare gli interlocutori interni all’esperienza scolastica (lo studente, i docenti, i genitori), proprio in considerazione della sua valenza formativa.

Per “valutazione per l’apprendimento” si intendono tutte quelle attività intraprese dagli insegnanti e/o dagli alunni, che forniscono informazioni da utilizzare come feedback per modificare le attività di insegnamento/apprendimento in cui sono impegnati. È fondata sui seguenti principi d’azione:

  • essere centrale nell’attività didattica, non solo momento terminale del processo di insegnamento/apprendimento; essere parte integrante del momento progettuale, nel corso del quale identificare anche i criteri e le modalità valutative e le forme di coinvolgimento degli allievi nella loro valutazione;
  • focalizzare l’attenzione sul che cosa, perché e come si deve imparare; rappresentare una competenza professionale essenziale degli insegnanti; essere attenta agli aspetti emozionali della valutazione e centrata sul lavoro svolto, non sulla persona che l’ha svolto;
  • stimolare la motivazione ad apprendere attraverso la valorizzazione dei progressi e feedback costruttivi;
  • dare agli alunni consapevolezza delle mete e dei criteri di valutazione;
  • aiutare gli alunni a capire come migliorare; sviluppare autovalutazione e autoriflessione, rafforzando la responsabilità verso il proprio apprendimento;
  • riconoscere tutti i risultati degli alunni in rapporto alle loro potenzialità.

Da tali principi possono essere ricavate alcune modalità con cui gestire la valutazione in prospettiva formativa, che segnalano l’importanza di utilizzare i risultati di apprendimento come strumento per la crescita formativa:

  • in primo luogo occorre una condivisione tra insegnanti, alunni e genitori delle mete che si voglio raggiungere e dei criteri che indicano il loro raggiungimento, in un linguaggio comprensibile a tutti;
  • in secondo luogo gli alunni devono avere l’opportunità di discutere del proprio apprendimento, singolarmente con l’insegnante e con i propri pari;
  • in terzo luogo gli alunni devono avere un efficace feedback che da un lato valorizzi gli aspetti positivi del loro lavoro e dall’altro li aiuti a capire cosa devono fare per progredire verso il traguardo stabilito;
  • in quarto luogo gli allievi devono essere pienamente coinvolti nella valutazione e ricevere indicazioni e insegnamenti per autovalutarsi e per condurre con rigore la valutazione tra pari;
  • in quinto luogo gli insegnanti, gli alunni e i genitori dovrebbero disporre di un’ampia gamma di prove dell’apprendimento quando discutono dei progressi: verifiche scritte, orali, osservazione in classe, progetti, videoregistrazioni, ecc.; 
  • in sesto luogo occorre puntare a verifiche personalizzate nei tempi e nei modi, in coerenza con un insegnamento sempre più attento alle esigenze individuali.

Di particolare interesse nella prospettiva della valutazione per l’apprendimento sono le strategie autovalutative che implicano un coinvolgimento diretto dello studente nel processo di valutazione. La sollecitazione offerta al soggetto di analizzare il proprio percorso e i propri risultati, infatti, rappresenta un’occasione di decentramento dall’esperienza formativa, di presa di distanza che consente di osservarsi da una posizione “meta” allo scopo di riconoscersi ed apprezzarsi. Da qui la valenza metacognitiva che caratterizza le strategie di autovalutazione, l’opportunità offerta allo studente di accrescere la consapevolezza sul proprio sapere e sulle modalità di funzionamento cognitivo, una valenza che si allarga all’intera esperienza di apprendimento, vista nelle sue dimensioni sociali, affettive, attribuzionali, in una prospettiva di “apprendere ad apprendere”.

 

Valutare per competenze