Insegnamento religioso

Significato e finalità formative della disciplina

La religione, considerata come l’insieme delle convinzioni (evidenze, valori) e dei comportamenti (etica, riti, linguaggi) che permettono alla persona e ad un gruppo di formulare i problemi fondamentali dell’esistenza umana e di affrontarli, appare importante sia nelle diverse manifestazioni culturali, sia nella loro stessa radice.
Nella scuola, con l’educazione alla cittadinanza, si crea un luogo di espressione e un laboratorio di ricerca dei valori di una società. In questo quadro la dimensione religiosa della cultura fa parte dei contesti in cui si possono elaborare ed esprimere i valori fondamentali che costituiscono la convivenza umana e la crescita individuale.

La scuola fornisce elementi di comprensione dell’ambiente e della cultura in cui si trova l’allievo. Nell’ora di cultura religiosa l’allievo viene reso attento alle testimonianze che derivano dal cristianesimo e ne apprende il linguaggio; ha la possibilità di mettere a tema i valori della cultura contemporanea che trovano radici nella religione cristiana e di divenirne criticamente consapevole.
Il fatto religioso si impone nuovamente come elemento di spiegazione di numerosi avvenimenti dell’attualità mondiale. La pluralità religiosa è un fatto sociologicamente importante nella scuola ed è accessibile agli allievi stessi. L’informazione corretta sulla rilevanza mondiale della dimensione religiosa della cultura, sulle forme differenti delle diverse religioni o tradizioni culturali, sugli elementi che il cristianesimo ha inserito nella nostra cultura, diventa quindi strumento di lettura per la realtà locale, per quella europea e per gli avvenimenti a livello mondiale.
La scuola pubblica rispetta e promuove la libertà religiosa. La scelta della legge attuale di affidare alle comunità religiose la pianificazione dei contenuti di insegnamento e la gestione dei corsi va letta a tre livelli:

  • nella tradizione religiosa ebraico-cristiana si trovano valori fondamentali a partire dai quali si è sviluppata ed è comprensibile la cultura europea: il primato della persona umana nella sua individualità, uguaglianza ed originalità, la solidarietà, l’importanza della creatività umana;
  • l’esperienza religiosa è meglio comprensibile a partire dal suo interno, come qualcosa di organico; la comunicazione e la riflessione sui valori vanno situate, da questo punto di vista, all’interno di un contesto di condivisione.
  • l’insegnamento di cultura religiosa è quindi, facoltativo nell’offerta individuale, e differenziato nell’offerta alla collettività.

Concretamente per l’ora di istruzione religiosa è centrale la pratica orale: lo scambio di opinioni ed in seguito del proprio vissuto in classe che scaturisce dal confronto con i testi biblici, storici o di attualità proposti. Nello scambio deve sempre essere evidente il rispetto di ogni opinione e di chi la presenta. All’immagine della società gli allievi di tutti gli ordini di scuola devono sentirsi accettati di modo da riuscire ad avere la fiducia necessaria per esprimere liberamente il proprio pensiero. L’ora settimanale intende permettere all’allievo del 2°ciclo di confrontarsi con la realtà che lo circonda: il calendario scolastico, la geografia del suo paese arrivando a mettere questi aspetti in relazione con la sua vita. Comincia così a conoscere racconti biblici e a paragonarli con il proprio vissuto arrivando a capire il motivo di certe regole della vita in società.

Nel primo biennio del 3°ciclo l’allievo approfondisce la conoscenza della Bibbia e della storia del cristianesimo, ampliando così le sue conoscenze geografiche all’area di nascita e diffusione del cristianesimo. Paragonando le storie bibliche con le sue esperienze di vita e quelle dei compagni arriva ad avere i mezzi per un’analisi critica della società in cui vive.
Nel secondo biennio del 3°ciclo l’allievo si confronta con altre religioni ampliando il suo orizzonte di esperienze spirituali. Contemporaneamente si impegna attivamente a trovare la sua posizione secondo le convinzioni che matura rispetto a problemi locali o internazionali basando le proprie riflessioni sulle conoscenze acquisite in precedenza ed elaborate in una riflessione individuale e di gruppo.

I due distinti insegnamenti di cultura religiosa presenti nel sistema scolastico ticinese hanno peculiarità e specificità frutto, in primo luogo, della storia delle comunità religiose che, d’intesa con il Cantone, li hanno organizzati.
L’articolazione dei programmi e dei contenuti che segue intende riconoscere esplicitamente le numerosissime identità tematiche tra i due insegnamenti. Tali congruenze contenutistiche non conducono a reputarli sovrapponibili, dal momento che su vari argomenti, in particolare del secondo biennio di scuola media, permangono differenze. Conseguentemente appare legittimo lasciare diversificate le prospettive degli insegnamenti e talune loro angolature didattiche e formative. Queste differenze saranno esplicitate al punto seguente.

 

Modello di competenza