Educazione alimentare

Significato e finalità formative della disciplina

Il tema dell’alimentazione entra a far parte della realtà quotidiana istituzionale a partire dalla scuola dell’infanzia, durante la quale i bambini hanno la possibilità di pranzare nell’istituto scolastico. Grazie a questo prezioso momento il gesto del cibarsi assume un valore non solo di soddisfazione di un bisogno, ma anche di presa di coscienza e di valorizzazione del rituale del pasto nelle sue varie dimensioni: come preparare una tavola, come stare seduti, quali gesti evitare, come servire il cibo, come sceglierlo, conoscerlo, gustarlo e rispettarlo. Attraverso la partecipazione alla mensa, il bambino inizia ad appropriarsi di alcune conoscenze minime che gli permettono di mettere in relazione il consumo del cibo con la propria persona sia da un punto di vista individuale che sociale.
Nel corso della scuola elementare, in particolare nell’ambito della Formazione generale concernente la salute, il benessere, l’economia e i consumi, gli allievi iniziano ad approfondire temi quali i comportamenti a rischio, l’impatto ambientale riguardo alle personali scelte quotidiane, l’influenza dei mass media rispetto ai propri consumi.

La presenza di un corso di educazione alimentare nel terzo ciclo (scuola media) è quindi un’opportunità e una necessità per meglio focalizzare e rendere concreto quanto appreso durante i primi due cicli. Esso risponde pure a un bisogno reale degli individui e della società. Il corso di educazione alimentare obbligatorio dura dodici settimane, è realizzato in terza media (10° anno) con un gruppo ridotto di allievi, e si svolge in alternanza con scienze-laboratorio. Per quattro ore lezione, di cui due fuori orario, si propongono attività per riflettere sul ruolo del consumatore consapevole, si prepara un pasto seguendo le indicazioni per una sana alimentazione, lo si consuma in comune, prestando attenzione all’igiene, alla sicurezza, all’autonomia e alla condivisione. I limiti di tempo impongono un lavoro particolarmente mirato ed efficace.
Il corso opzionale di quarta media (11° anno) si svolge durante due ore lezione settimanali con un gruppo ristretto di allievi che sviluppano e approfondiscono capacità e conoscenze acquisite in terza media.

Riguardo all’alimentazione, la nostra società sembra essere caratterizzata da fenomeni contrastanti che generano la necessità per i giovani, ma non solo, di acquisire risorse adeguate per capire le situazioni e gestire in modo consapevole la propria alimentazione.
In particolare:

  • nei paesi occidentali, abbiamo un’offerta di beni alimentari sovrabbondante, ricca e variata che si contrappone allo stato d’indigenza e di povertà al quale sono confrontati la maggior parte dei paesi cosiddetti “in via di sviluppo”;
  • nel corso degli ultimi decenni si è potuta osservare una produzione alimentare orientata sempre più verso metodi industriali applicati su larga scala, che fanno abbondante uso di prodotti manipolati per migliorare la resa, così come di tecnologie avanzate, fra cui le modifiche genetiche per aumentare la resistenza delle piante. In corrispondenza di questa evoluzione si osserva un’attenzione sempre più marcata per i prodotti biologici, di prossimità, socialmente sostenibili;
  • le abitudini alimentari della popolazione e in particolare dei giovani più che dall’abbondanza, dalla varietà dell’offerta alimentare e dalla cura dei bisogni psicofisici, sembrano essere influenzate dai ritmi frenetici della società dei consumi e dalle influenze pubblicitarie. Così il tempo dedicato a un’alimentazione sana, fonte di benessere e di piacere, è diminuito rispetto al passato;
  • a dispetto della migliorata qualità degli alimenti, lo stato di salute della comunità occidentale è per molti versi tutt’altro che soddisfacente; emergono infatti evidenti disturbi di salute legati a una scelta alimentare scorretta e troppo abbondante.

Una realtà caratterizzata da questi elementi pone i giovani di fronte a problemi etici e morali e alla necessità di sviluppare un atteggiamento consapevole e responsabile nelle proprie abitudini alimentari.

Si tratta quindi di promuovere un’educazione all’alimentazione e al consumo in senso lato della quale è tuttavia parte integrante anche l’apprendimento delle tecniche di base per cucinare e per gestire l’economia domestica. Dal lavoro di preparazione dei cibi in cucina ci si aspetta un contributo allo sviluppo delle tecniche di base del far cucina. L’alimentazione e la condivisione di un pasto rappresentano però anche un importante momento di piacere e di convivialità, e come tali sono espressione di una cultura e di usi e costumi specifici. Proprio anche da questo punto di vista le occasioni create dal corso, pur nella sua limitatezza temporale, possono avere un’influenza positiva sulla crescita sociale e culturale dei giovani.

 

Modello di competenza