Dimensioni del Piano di studio

La prospettiva strategica delineata dal progetto HarmoS si qualifica per la costruzione di proposte curricolari centrate sullo sviluppo di competenze negli allievi. Da ciò ne discende una struttura del Piano di studio così descritta nei documenti di indirizzo del progetto HarmoS: “Definire un piano di formazione per competenze significa porsi al di sopra degli obiettivi di apprendimento propriamente detti, in una prospettiva più globale, che si rivela più adatta a descrivere ampie tappe di insegnamento da una parte, a collegare piani di formazione di settori diversi dall’altra parte”. L’articolazione del Piano di studio della scuola dell’obbligo ticinese nelle tre componenti delle Discipline di insegnamento, delle Competenze trasversali e dei contesti di Formazione generale riflette tale impostazione.

Il costrutto di competenza, che costituisce la pietra angolare intorno a cui si sviluppa la proposta curricolare, esprime il saper agire del soggetto, ovvero la capacità di far fronte ad un compito mobilitando le proprie risorse interne (cognitive, affettive, relazionali, motivazionali, ecc.) e utilizzando funzionalmente le risorse e i vincoli posti dal contesto d’azione. La competenza, quindi, si esprime attraverso una espressione, e un’azione, una produzione che il soggetto manifesta in un determinato contesto d’azione (relativo ai diversi aspetti della vita dell’individuo: privato, sociale, scolastico, professionale, ecc.) e comprende tutto ciò che consente al soggetto di svolgere un’azione adeguata alle proprie intenzionalità e pertinente al contesto in cui si svolge.

Da tale prospettiva di apprendimento discende un approccio didattico orientato sia a sviluppare e consolidare i saperi richiesti dall’esercizio di un agire competente (in termini di conoscenze e abilità), sia ad esercitare ed affinare i processi implicati nella mobilitazione di tali saperi: in primo luogo processi cognitivi, connessi al saper agire del soggetto, ma anche processi affettivi, motivazionali, attribuzionali, relazionali che permettono al soggetto di attivare al meglio le proprie risorse. Un approccio didattico centrato sulla costruzione attiva da parte del soggetto, attraverso esperienze di apprendimento e metodologie di lavoro che mettano l’allievo in condizione di attivare le proprie risorse e riflettere sul proprio agire.

Da qui l’esigenza di abituare gli allievi ad affrontare situazioni complesse, problematiche, aperte a più soluzioni nelle quali sperimentare le proprie risorse e svilupparle nell’interazione con gli altri allievi e con l’insegnante. Proprio la costruzione di ambienti di apprendimento in possesso di tali requisiti diviene il compito primario per l’insegnante, in relazione alle diverse fasce d’età e alle specifiche caratteristiche del proprio contesto ambientale.

Sulla base del costrutto di competenza definito sopra, il Piano di studio della scuola dell’obbligo ticinese è costruito intorno a tre componenti fondamentali, che non possono essere considerate a sé stanti, bensì nella loro interazione reciproca:

  • le Discipline di insegnamento;
  • le Competenze trasversali;
  • i contesti di Formazione generale.

La figura presenta la prospettiva con cui è proposta tale integrazione: le Discipline di insegnamento viste come chiavi di lettura della realtà utili a promuovere lo sviluppo della persona. In tale ottica la Formazione generale si caratterizza per offrire alcuni contesti di esercizio delle competenze maturate nel processo di formazione in rapporto a specifici ambiti della realtà di vita: Tecnologie e media, Salute e benessere, Scelte e progetti personali, Vivere assieme e educazione alla cittadinanza, Contesto economico e consumi. Le Competenze trasversali richiamano invece alcune dimensioni fondanti lo sviluppo della persona che rappresentano una trama comune per i saperi disciplinari: Sviluppo personale, Collaborazione, Comunicazione, Pensiero riflessivo e critico, Pensiero creativo, Strategie di apprendimento.

Le Discipline di insegnamento si pongono come snodo chiave dell’incontro tra Competenze trasversali e contesti di esercizio, qualificandosi in chiave epistemologica come strumenti di lettura del reale utili a promuovere lo sviluppo della persona la cui progressiva padronanza caratterizza il compito dell’educazione scolastica.

Figura 2
Le tre dimensioni del Piano di studio

 

IDimensioni del piano di studio

 

 

 

 

Competenze trasversali