Dimensione ambiente (1° / 2° ciclo)

Finalità e contesti di apprendimento

Nella formazione scolastica globale, la dimensione Ambiente educa gli allievi agli aspetti naturalistici, tecnici e antropologici dell’esistenza. Essa promuove e persegue la costituzione e lo sviluppo di competenze di spazialità, di temporalità e di relazione con l’alterità naturale e sociale. Gli allievi apprendono a scoprire e ad apprezzare gli ambienti e gli oggetti costruiti dall’uomo, a capirne il funzionamento, a interpretare le vicende umane, a interrogare e conoscere il mondo in un quadro di sviluppo durevole. Queste competenze sono fortemente richieste in una società in continuo e rapido cambiamento, perché consentono la costruzione dell’identità personale, di relazioni sociali e l’assunzione di valori e progetti comuni. D’altro canto, esse contribuiscono allo sviluppo di una coscienza ecologica sensibile alla presenza della natura, ai problemi ambientali e all’utilizzo sostenibile delle risorse limitate di cui disponiamo.

La Dimensione Ambiente deve contribuire a una visione costruttiva della realtà, mettendo in evidenza principalmente le qualità della società, in modo da suscitare nell’allievo un sentimento di fiducia e una percezione chiara delle numerose potenzialità da valorizzare per realizzare un mondo di collaborazione e di equa condivisione. 

Nel testo che segue, per Ambiente si intende tutto ciò che vive e percepisce il bambino di quanto lo circonda nello spazio e nel tempo: l’obiettivo è di giungere progressivamente a distinguere gli aspetti soggettivi da quelli oggettivabili. Nell’affrontare la conoscenza dell’ambiente si prendono quindi dapprima in conto gli aspetti emotivi, le concezioni soggettive per poi sviluppare un confronto con il reale e costruire quindi una conoscenza del mondo fisico, naturale e storico-sociale.

Le attività didattiche di Ambiente si realizzano su oggetti di sapere che vengono affrontati progressivamente sempre più secondo le procedure delle scienze della natura e delle scienze umane e sociali. In questo Piano di studio, volto a considerare lo sviluppo delle competenze del soggetto che apprende, la distinzione fra i due approcci metodologici è utile per individuare competenze specifiche ai due gruppi di discipline. La tradizione epistemologica ha sempre differenziato in modo chiaro le metodologie scientifiche delle scienze della natura e quelle delle scienze umane fondate sull’interpretazione concettuale e filosofica. Nel presente Piano di studio si è tuttavia voluto conservare per i primi due cicli di formazione, cioè per la SI e per la SE, un progetto integrato di Ambiente che dia al docente una visione pedagogica e didattica globale e che promuova lo sviluppo di attività didattiche che integrino i vari referenti disciplinari: geografia, storia e civica, scienze naturali. Si procede perciò da una visione predisciplinare del reale a una sua progressiva differenziazione da cui emergono le discipline che saranno poi autonome nella scuola media. Dal punto di vista della costruzione - apprendimento nel bambino dei referenti degli ambiti disciplinari, essi si differenziano progressivamente all’interno della sua esperienza diretta e sensoriale, della lettura e dell’interpretazione della complessità ambientale. È confrontandosi con il reale nella sua complessità, che il bambino impara a fare ordine, a classificare, a distinguere e quindi a riconoscere progressivamente che questa complessità è leggibile da punti vista diversi: spaziali, temporali, causali, ecc. Sarà poi nella seconda parte delle scuole elementari che questi punti di vista diventeranno chiavi di lettura di parti specifiche di questo ambiente.

 

1° ciclo

Le attività di Ambiente dalla scuola dell’infanzia ai primi due anni della scuola elementare si centrano sulla progressiva presa di coscienza e conoscenza del contesto di vita del bambino, dal contesto abitativo verso spazi e tempi più ampi.
In questo periodo la coscienza del bambino si sta aprendo nel contatto con il mondo in un processo continuo di scoperta e la conoscenza comincia ad organizzarsi. La scuola propone varie situazioni di apprendimento che accompagnano il bambino in questo percorso evolutivo di adattamento alla complessità del mondo.
L’educazione all’ambiente ha un’impostazione globale e predisciplinare; promuove lo sviluppo nel bambino della consapevolezza della realtà ambientale e sociale, lo aiuta a situarsi nello spazio (dal locale al globale) e nel tempo (dal presente al passato).

Concretamente, in questa fascia della scolarità, alcuni ambienti da considerare per l’apprendimento sono: gli scenari naturali e sociali nelle varie stagioni; gli ambienti domestici e della vita famigliare, della scuola, della vita quotidiana in un quartiere di città o in valle, gli ambienti del lavoro e dei mestieri; gli ambienti del gioco, del viaggio, delle narrazioni, gli ambienti immaginari. Per l’aspetto naturalistico, gli ambienti significativi sono quelli del contesto naturale (il bosco, il prato, il fiume, il lago, lo stagno, la montagna,ecc.), ma anche quelli di cui i bambini vengono a conoscenza tramite i mass-media. Per l’aspetto tecnico vengono esplorati gli utensili e gli oggetti usati nella vita di tutti i giorni. L’apprendimento si centra prevalentemente su temi a scala locale. È però importante che comprenda anche prime esplorazioni del pianeta Terra, degli ambienti, dei generi di vita, dei luoghi ed eventi simbolici dell’umanità, tenendo anche conto del contributo che possono portare allievi originari di altri paesi e contesti culturali. Questa apertura corrisponde ai bisogni di costruzione dell’identità del soggetto.