Contesti di formazione generale

Vivere assieme ed educazione alla cittadinanza

Orizzonte di senso
Fare in modo che l’allievo partecipi alla vita democratica della classe o della scuola e sviluppi un atteggiamento d’apertura sul mondo e di rispetto nei confronti della diversità. ;

Presentazione
L’educazione alla cittadinanza nella scuola persegue l’obiettivo di fornire agli studenti quelle determinate competenze che permetteranno loro di impegnarsi attivamente alla costruzione di una società democratica e capire le «regole del gioco» della stessa, aiutandoli a trovare il loro cammino individuale in un mondo globalizzato sempre più complesso e caratterizzato dalla più totale incertezza.

Gli obiettivi si rifanno da una parte alle Competenze trasversali (sapersi porre da punti di vista diversi, saper risolvere conflitti in modo costruttivo, saper stabilire nessi e cogliere specificità, saper partecipare a progetti di interesse collettivo, ecc.) e dall’altra sono specifici:

  • convivere con la capacità di fare parte di un gruppo, di una classe o della scuola, di relazionarsi in modo attivo;
  • conoscere i diritti e i doveri a disposizione degli allievi, dei docenti e degli altri partner; rispettarsi nelle relazioni;
  • conoscere le istituzioni politiche locali, nazionali ed internazionali;
  • partecipare al loro sviluppo con progetti commisurati alle proprie possibilità, conoscendo i diritti e i doveri politici ad esse collegati;
  • essere in grado di analizzare le sfide di una società globalizzata, prendere posizione e agire all’interno di progetti di educazione allo sviluppo durevole e sostenibile.

L’educazione alla convivenza civile, all’essere partecipanti responsabili di un gruppo sociale (in un gruppo di bambini della scuola dell’infanzia o nella società civile) si apprende giorno dopo giorno, minuto dopo minuto nel corso degli scambi con i propri coetanei e con gli adulti. Alcuni aspetti relativi alla conoscenza del sistema politico o del funzionamento delle istituzioni viene affrontato nelle Discipline dell’area delle scienze sociali, ma tutti gli insegnamenti devono fondarsi sui valori del rispetto e del rapporto democratico per cui l’educazione alla cittadinanza inizia con il modello dell’adulto insegnante per finire in ogni azione che gli allievi compiono. Un intervento puntuale dei docenti su questi aspetti è la condizione per la prevenzione delle inciviltà, della violenza e del sopruso di uno sugli altri.

La costruzione della cittadinanza non si manifesta solo nell’integrazione all’interno di un contesto sociale e civile, ma attraverso il contributo attivo alla costruzione della convivenza civile e lo sviluppo di un approccio critico e consapevole alle forme e ai modi della vita sociale. Il principio della sostenibilità rappresenta un parametro chiave con cui esplorare le forme della vita civile in rapporto agli altri e all’ambiente e leggerle in chiave storica, con un’attenzione al passato da cui traggono origine e alle implicazioni per il futuro.

 

Contesti d’esperienza – 1°ciclo
Si tratta di promuovere la conoscenza e la valorizzazione delle peculiarità di ciascuno, dell’importanza di esprimere la propria idea sugli avvenimenti vissuti. Il bambino dovrebbe sentire di appartenere a una comunità e di poter contribuire alla vita sociale della stessa. Il docente cercherà di sensibilizzare i bambini al rispetto degli altri, alle regole della classe, all’imparare a vivere insieme nel rispetto di ognuno, con la capacità di non voler sempre e subito soddisfare ogni desiderio. La vita comunitaria implica una partecipazione ai compiti comuni e una ripartizione dei ruoli. Questi momenti di vita sociale (mensa, uscite, ecc.), oltre a tutto quanto succede nel quotidiano d’aula, sono momenti di apprendimento essenziali. Tocca al docente mantenere costante l’attenzione a questi aspetti così fondamentali per la crescita del futuro cittadino.

A titolo esemplificativo si richiamano le seguenti situazioni di vita:

  • conoscenza e rispetto delle regole, attraverso una riflessione sul loro senso, la discussione con gli altri, il confronto delle regole del gruppo sociale con quelle vissute in famiglia o in altri ambienti;
  • collaborazione e partecipazione alle attività collettive (addobbare le sezioni, riordinare, preparare cartelloni per una mostra, ecc.);
  • riconoscimento del ruolo dell’arbitro su questioni controverse;
  • non utilizzo dell’aggressione fisica in situazioni di conflitto;
  • richiesta di aiuto in situazioni di difficoltà;
  • riflessione sulle conseguenze del non rispetto di sé, degli altri e delle regole condivise;
  • coinvolgimento nei giochi e nelle attività dei nuovi venuti, anche di provenienze diverse;
  • frequentazione della biblioteca civica e di altri servizi pubblici.

 

Contesti d’esperienza – 2°ciclo
I temi del 1°ciclo non sono mai completamente raggiunti e vanno quindi perseguiti anche nel 2°. Accanto al saper agire in modo rispettoso, la capacità di verbalizzare viene più ampiamente sfruttata come occasione di riflettere sul comportamento proprio e quello osservato anche al di fuori della scuola. Una progettualità in comune, a gruppi, per classe o per istituto darà l’occasione di sperimentare, al di là della vita scolastica, la capacità di lavorare assieme a una realizzazione comune.

A titolo esemplificativo si richiamano le seguenti situazioni di vita:

  • momenti di discussione, sedute di democrazia, gruppi di scambio, consigli di cooperazione che sollecitino alla comprensione del principio per cui una mediazione verbale è più utile di uno scontro;
  • partecipazione attiva in una discussione di gruppo;
  • interazione a distanza con un coetaneo straniero;
  • interazione con bambini/e differenti da lui/lei (genere, etnia, cultura, ecc.);
  • partecipazione ad un progetto condiviso con altri;
  • utilizzazione di servizi di base (biblioteca, prenotazione visita, accesso ad uno sportello, ecc.);
  • contributo alla raccolta differenziata dei rifiuti;
  • rispetto delle regole fondamentali sulla strada;
  • aiuto di persone in difficoltà;
  • riconoscimento di episodi e comportamenti di violazione di diritti fondamentali;
  • gestione di semplici conflitti;
  • assunzione di impegni nei confronti di altri;
  • rispetto del proprio patrimonio culturale;
  • assunzione di responsabilità nell’ambito della classe (incarichi);
  • realizzazione di progetti collettivi (a livello locale) nei quali il lavoro finale è realizzabile solo attraverso la condivisione degli obiettivi e con la partecipazione responsabile di tutti.