Area motricità

Significato e finalità formative della disciplina

Il Cantone ha adottato per l’educazione fisica la definizione di pedagogia delle condotte motorie. Si parla di condotta motoria quando si tenta di cogliere, accanto alle manifestazioni oggettive e osservabili del movimento (spostamenti, arresti, finte, ecc.), anche il significato soggettivo che gli è associato, quindi ad esempio le intenzioni, le percezioni, le emozioni, ecc. L’apporto culturale ed educativo che la disciplina è in grado di fornire influisce sulle diverse dimensioni della personalità dell’individuo favorendone lo sviluppo globale: contribuisce quindi alla formazione del futuro cittadino.

Durante gli anni di scolarizzazione obbligatoria gli allievi devono poter disporre di un’attività fisica variata e poter affrontare situazioni motorie sufficientemente complesse affinché si confrontino con se stessi (competenze psicomotorie), con gli altri (competenze sociomotorie) e con l’ambiente fisico (competenze motorie legate all’ambiente). Per situazioni motorie s’intendono le azioni motorie di una o più persone che realizzano un compito motorio. Le situazioni motorie si possono raggruppare in quattro sottoinsiemi, ai quali l’educazione fisica può attingere in modo mirato per effettuare i suoi interventi educativi: i giochi motori istituzionalizzati (gli sport), i giochi motori tradizionali (situazioni motorie competitive e non istituzionalizzate), gli esercizi didattici (situazioni motorie definite da consegne) e le attività libere o informali.

La specificità dell’educazione fisica consiste nel richiedere agli allievi di attivare, mettere in atto e realizzare gestualmente delle procedure d’azione. Nuotare, sciare, giocare a palla bruciata, esprimersi danzando e mimando significa mobilitare dei saperi d’azione o dei saperi in azione: si tratta di saper fare e di saper agire.

I concetti chiave elaborati dalla prasseologia motoria (o scienza dell’azione motoria,) offrono gran parte degli strumenti che permettono di analizzare la pratica e di riflettere intorno al concetto di educazione fisica. Le ricerche effettuate portano di conseguenza a modificare in modo sensibile il lavoro sul terreno, sapendo che è possibile influenzare - mediante un intervento mirato sulle condotte motorie - i comportamenti e le rappresentazioni di un allievo, le sue motivazioni e le sue emozioni, i suoi atteggiamenti, i suoi ragionamenti e la sua creatività.
L’educazione fisica dunque, proponendo attività corporee, fisiche e sportive, non si occupa del movimento inteso come una pura e semplice sequenza di manifestazioni osservabili, bensì dell’individuo che si muove. Non si occupa solo delle tecniche (benché siano parte della sua ricerca), ma della personalità globale del soggetto che agisce e delle sue motivazioni, della presa di decisioni, delle strategie motorie ecc. Ai dati misurabili oggettivi (punteggi, tempi, distanze, frequenza del battito cardiaco, ecc.) si associano i dati soggettivi (anticipazioni cognitive, comunicazione attraverso il corpo, desiderio di comunicare o meno con i compagni, desiderio di vincere, gioia, paura, aggressività, frustrazione, ecc.) forse più difficili da interpretare, ma sicuramente di importanza decisiva per lo sviluppo dell’essere umano. Utilizzare il termine movimento in questa concezione dell’azione motoria appare riduttivo e, per focalizzare l’attenzione sulla globalità del soggetto che si muove, viene utilizzato il concetto di condotta motoria. Intervenendo quindi sulle condotte motorie dell’allievo, si prefigge quale finalità ultima lo sviluppo globale dell’essere. Possiamo affermare che l’educazione fisica si interessa della condotta motoria e il suo campo di indagine è il soggetto in movimento, con tutte le dimensioni legate alla sua personalità: affettiva, cognitiva, relazionale, biologica ed espressiva.

A lungo termine l’apprendimento è finalizzato non tanto a una prestazione motoria o sportiva specialistica e limitata nel tempo, ma piuttosto allo sviluppo di uno stile di vita attivo, in cui l’attività fisica, codificata o meno, rivesta un ruolo significativo, anche in un’ottica salutistica, compreso il portamento.

 

Modello di competenza